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6 Rivolgo lo sguardo all’alto muro che grigio serio e silenzioso osserva. Cerco attento, tra le ombre dei suoi sassi incastonati il mio riflesso che non trovo; intravedo solo la timida ombra che veloce sfugge come la luce. Mi volto appoggiando la schiena alla pietra, che pur dura fredda mi sorregge, sicura e certa. Di questa vita abbiamo poche certezze tra cui la durezza della pietra, dalla quale dovremmo in parte prendere esempio. Si sa che la meditazione è possibile solo nel silenzio e nell’immobilità, se fossero state le pietre, create proprio per assolvere all’eterna meditazione del mondo? Che sia questo un buon postulato? Sarò come pietra per erigere la mia vita dunque. Avrò un sasso in tasca che mi ricordi la ferma certezza ed il momento da dedicare alla meditazione. Sull’estesa pietra, erigo la casa che piano costruisco. Sulla dura pietra fisserò la scala erta al cielo. Alla pietra che non ride e non tradisce, volgerò lo sguardo in attesa di risposte. Faccia che di pietra osserva, sotto la sua forte presenza mi apparto e conforto, poi torna e custodisce alla fine del tempo concesso. Guglielmo Maria Kley - ZEN: L’esperienza insegna che è tutto possibile e che ogni limite, resta tale finché non lo si supera. Per gli uomini, le convenzioni suggeriscono le definizioni, non si dia per scontato che essi siano legati a una o all’altra. La musica dell’anima non ha definizione, è uno stato di assoluta perfezione dove tutto si può compiere. L’innocenza di un bambino è pari alla sua ingenuità, vedere il mondo con gli occhi di un bambino coscienti della propria ingenuità è uno dei miracoli. Ovunque nel tuo centro, la parte più piccola di te collassa nel punto più’ remoto. Il pensiero di ciò, parte dal quel punto fino a che non puoi delimitarlo, ne ora ne mai. Abbandonando la chiesa trovi Dio in ogni dove. Non essere il tuo limite. S. Agostino disse: “Ama Dio e fai ciò che vuoi”. Appena cadranno i concetti comprenderemo l’infinito. Come tra due specchi ci riflettiamo osservandoci come esseri infiniti. Portiamo con noi le soluzioni, ricercarle è già la strada che porta al successo. - Rivolgo lo sguardo all’alto muro che grigio serio e silenzioso osserva. Cerco attento, tra le ombre dei suoi sassi incastonati il mio riflesso che non trovo; intravedo solo la timida ombra che veloce sfugge come la luce. Mi volto appoggiando la schiena alla pietra, che pur dura fredda mi sorregge, sicura e certa. Di questa vita abbiamo poche certezze tra cui la durezza della pietra, dalla quale dovremmo in parte prendere esempio. Si sa che la meditazione è possibile solo nel silenzio e nell’immobilità, se fossero state le pietre, create proprio per assolvere all’eterna meditazione del mondo? Che sia questo un buon postulato? Sarò come pietra per erigere la mia vita dunque. Avrò un sasso in tasca che mi ricordi la ferma certezza ed il momento da dedicare alla meditazione. Sull’estesa pietra, erigo la casa che piano costruisco. Sulla dura pietra fisserò la scala erta al cielo. Alla pietra che non ride e non tradisce, volgerò lo sguardo in attesa di risposte. Faccia che di pietra osserva, sotto la sua forte presenza mi apparto e conforto, poi torna e custodisce alla fine del tempo concesso. Guglielmo Maria Kley - Questa notte hai dormito con lei; non hai provato dolcezza non le hai parlato del futuro insieme non l'hai stretta forte a te non l'hai cercata nella fredda notte non l'hai sognata non hai provato le sensazioni che sai non l'hai svegliata con un bacio allora.... hai buttato via una notte d'amore fai che non ricapiti. - Solo la sfera resta sfera, da ogni direzione la si guardi è sempre uguale a se stessa. La goccia asserisce la sua diversità rispetto alle altre gocce, nella confusione si schianta al suolo come tutte le altre gocce. Cerchi finché non sei sazio, ma la sazietà porta all’ozio, cerchi allora di non crederti mai troppo sazio. Le parole sono solo il mezzo mediante il quale si può comprendere il fine. Ma le nude parole sono solo semi sulla roccia. I Tuoi tarocchi li trovi osservando il mondo attorno. Non importa dove tu stia andando, l’importante è che tu vada. Il viaggio conta più della meta. Nessuno sa cosa aspettarsi dietro alla porta. La strada piena di curve è una strada impegnativa, noiosa, lenta, allegra, interessante…e quant’altro ognuno la definisca. La strada piena di curve comunque per tutti, non rettilinea. Studia la vita e poi vivila. Vivi la vita e poi studiala. La salita è al pari della discesa.

Benvenuti :)

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Re-Rat I°
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antichi

Dedica a Cristina Branco

Number of View: 34

Olá Cristina (Cristina Branco) … Tenho dedicado um poema, é no meu lartemista site, eu vou sempre ouvir. feliz Ano Novo
William

Para você…

Pur lontano la tua voce ovunque mi giunge,

è portata dal salmastro vento,

come magia culla i miei pensieri,

assorto resto e sereno penso.

Vedo attraverso i tuoi occhi, una scalinata in cima a un bianco

paese, davanti ad esso…l’Oceano.

Il sole sta calando, è silenzioso e calmo,

lo sciabordio timido e costante dell’acqua mi sovviene dall’irta costa…

mentre tu canti…

I tuoi occhi si socchiudono, lasciando entrare solo parte della

luce che da sempre osservi come il fuoco nel camino che

incanta…

come si spegne il fuoco cala il sole…

ma è dal tuo imbrunire che traggo una pace antica,

le variazioni del rosso tingono quel palco affacciato al mondo

e…sospiro…dal più profondo dell’anima.

Dalle finestre delle case antiche ti ascoltano le mamme

appoggiate sui palmi delle loro sapienti mani, respirando ora

fermano il tempo,

sospese come sulle nuvole di note leggere

lasciandosi andare a quell’istante di pace serena.

I bimbi, immobili d’incanto con lo sguardo sognante ti

osservano,

è soave il suono della tua voce e…

nota dopo nota il fado incalza.

Aspetto una nuova canzone,

accompagnato dalla musica, dolce e amara armonia

del tuo lontano cuore malinconico.

Ti ascolto ancora e nuovamente ti immagino cantare.

Guglielmo Maria Kley

capitani antichi

Number of View: 60
mare dopo la tempesta

mare dopo la tempesta

Come capitani di antichi velieri

dalle vele spezzate i

fianchi usurati e la vista più stanca, non più

spavaldi oltre

l’orizzonte volgiamo lo sguardo.

Cavalchiamo ancora il mare

consapevoli del suo portento tra le

nebbie contro il vento in faccia alla tempesta.

Conosciamo la meta, del viaggio facciamo tesoro

accettando all’occorrenza la sofferenza chiamando a

noi la musa per eccellenza : la speranza.

Guglielmo maria Kley