Pazzo barbone
Pazzo barbone
In quale, tra le case del pazzo si perde il senno,
girovago della mente, immobile vincitore e perdente.
Guardi il mondo da lontano, senti il vento nella testa che,
più nessuno toccando infastidito sfiora,
come invece, fanno i cani che
tanto sensibili e d’ amore l’animo ha dotati..
I tuoi occhi di lucida patina e nero contorno,
stanchi, ma all’infinito da sempre vòlti,
attoniti e incantati l’orizzonte osservano.
Nemico dell’acqua, che di te, l’essenza lava,
proteggi te stesso, proteggi il tuo mondo non esistendo e non resistendo,
invisibile dono ed invisibile essenza.
Ti passo accanto, tra gelo e sol leone, tra le carte fra le fronde,
d’estate come d’inverno, sbeffeggi tu il tempo.
Ignaro, lontano distolto dissolto, non v’è il passato ma presente, che avido ruba lo spazio ai futuri mai giunti.
Come fiore triste, come amara essenza,
dissolvi il tuo tempo tra spine e dolore,
non conscio non fiero ma solo e sincero….
Vede il cielo il tuo vagare non chiede a Dio del tuo soffrire.
Perdona chi t’offende, anima assente.
Perdona chi ti scosta fratello silente.
Senza anima e cuore chi,
senza pensare e senza domandare
accanto al tuo corpo
inerme
passa imprecando.
Guglielmo Maria Kley




