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Se fossimo Se fossimo ciò che siamo senza preoccuparci di come potrebbero giudicarci gli altri vivremmo più serenamente. Se pensassimo senza filtri e indottrinamenti non ci preoccuperemmo di pensare in modo sbagliato. Se tutti avessimo più di quel che possiamo gestire saremmo tutti ancora più infelici. Se ascoltassimo solo la voce del vento, del mare, della foresta, della terra…sentiremmo anche la voce della nostra anima. Se vedessimo con gli occhi di un bambino saremmo tutti uguali. Se assaporassimo cibo, vita, sesso, rapporti con gli altri; più lentamente, come si può gustare la dolce attesa del primo bacio, vivremmo una vita più equilibrata. Un solo essere mente corpo e anima proiettata verso l’universo, che non tradisce. G.m.k.. - ZEN: L’esperienza insegna che è tutto possibile e che ogni limite, resta tale finché non lo si supera. Per gli uomini, le convenzioni suggeriscono le definizioni, non si dia per scontato che essi siano legati a una o all’altra. La musica dell’anima non ha definizione, è uno stato di assoluta perfezione dove tutto si può compiere. L’innocenza di un bambino è pari alla sua ingenuità, vedere il mondo con gli occhi di un bambino coscienti della propria ingenuità è uno dei miracoli. Ovunque nel tuo centro, la parte più piccola di te collassa nel punto più’ remoto. Il pensiero di ciò, parte dal quel punto fino a che non puoi delimitarlo, ne ora ne mai. Abbandonando la chiesa trovi Dio in ogni dove. Non essere il tuo limite. S. Agostino disse: “Ama Dio e fai ciò che vuoi”. Appena cadranno i concetti comprenderemo l’infinito. Come tra due specchi ci riflettiamo osservandoci come esseri infiniti. Portiamo con noi le soluzioni, ricercarle è già la strada che porta al successo. - Solo la sfera resta sfera, da ogni direzione la si guardi è sempre uguale a se stessa. La goccia asserisce la sua diversità rispetto alle altre gocce, nella confusione si schianta al suolo come tutte le altre gocce. Cerchi finché non sei sazio, ma la sazietà porta all’ozio, cerchi allora di non crederti mai troppo sazio. Le parole sono solo il mezzo mediante il quale si può comprendere il fine. Ma le nude parole sono solo semi sulla roccia. I Tuoi tarocchi li trovi osservando il mondo attorno. Non importa dove tu stia andando, l’importante è che tu vada. Il viaggio conta più della meta. Nessuno sa cosa aspettarsi dietro alla porta. La strada piena di curve è una strada impegnativa, noiosa, lenta, allegra, interessante…e quant’altro ognuno la definisca. La strada piena di curve comunque per tutti, non rettilinea. Studia la vita e poi vivila. Vivi la vita e poi studiala. La salita è al pari della discesa. - Rivolgo lo sguardo all’alto muro che grigio serio e silenzioso osserva. Cerco attento, tra le ombre dei suoi sassi incastonati il mio riflesso che non trovo; intravedo solo la timida ombra che veloce sfugge come la luce. Mi volto appoggiando la schiena alla pietra, che pur dura fredda mi sorregge, sicura e certa. Di questa vita abbiamo poche certezze tra cui la durezza della pietra, dalla quale dovremmo in parte prendere esempio. Si sa che la meditazione è possibile solo nel silenzio e nell’immobilità, se fossero state le pietre, create proprio per assolvere all’eterna meditazione del mondo? Che sia questo un buon postulato? Sarò come pietra per erigere la mia vita dunque. Avrò un sasso in tasca che mi ricordi la ferma certezza ed il momento da dedicare alla meditazione. Sull’estesa pietra, erigo la casa che piano costruisco. Sulla dura pietra fisserò la scala erta al cielo. Alla pietra che non ride e non tradisce, volgerò lo sguardo in attesa di risposte. Faccia che di pietra osserva, sotto la sua forte presenza mi apparto e conforto, poi torna e custodisce alla fine del tempo concesso. Guglielmo Maria Kley

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mare

Addio alla Land Rover

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I nostri vicini da casa, all’epoca della vita al villaggio, oltre ad essere amanti del mare, erano anche appassionati della montagna, sopratutto in inverno ed in particolare dello sci. Il capofamiglia sapeva che per salire in quota erano necessari una serie di attrezzature di un certo livello che comprendevano sia la zona bassa: sci, attacchi, scarponi e dopo-sci; sia la zona alta: tute da sci, magliette, camice, occhiali berretti e racchette. Per arrivare in vetta, occorreva anche avere un mezzo adatto a contenere i 4 membri della famiglia e tutto l’occorrente per sostarvici. Il lavoro abbondava i soldini giravano e la possibilità di comprare macchine ( non nuove) c’era. La prima méta che raggiungemmo tutti insieme, travolti dall’entusiasmo della stupenda amicizia tra i nostri genitori, fu Piazzatore in provincia di Bergamo. Partimmo con il 124 sport noi e loro con la Land Rover passo lungo, comperata appositamente per l’occasione. Passammo un fantastico capodanno sulla neve, dove ricordo di aver preso una paurosa craniata su una lastra di ghiaccio appena sceso dalla seggiovia. Epocale craniata che mi rintronò per un paio di giorni. Risolsi tra un malessere indefinito e il peso di aver parzialmente rovinato parte di quei giorni a qualcuno….Il secondo viaggio insieme lo facemmo l’anno seguente, stavolta invitati a Pinzolo da mio zio, noi sempre sulla mitica 124 sport e loro sempre sulla Land Rover. Bei momenti, splendida amicizia.

Il viaggio successivo, i nostri amici lo fecero da soli; confesso che ero molto dispiaciuto di non poter partire con loro, ma per quella volta, in casa Kley, non era stato programmato. Come al solito ciarlando tra infinite discussioni e ostie ai figli…riempirono la Land Rover fino all’inverosimile e dopo aver stivato: sci, tute, scarponi, dopo-sci, bob, slittino, valige e chi più ne ha più ne metta partirono alla volta delle cime innevate. Un saluto degno di un film con: fazzoletti bianchi, strombazzate, braccia al vento e lacrimuccia e con un briciolo di invidia da parte nostra, presero il via….

Nevicava forte e la neve compatta, ricopriva tutte le strade; ma la macchina era ogni tempo e nessuno l’avrebbe fermata….neppure una bufera polare!

Dopo mezz’ora, vidi Tornare Bruno con gli sci in spalla e una borsa a tracolla, ovviamente esordii con un: ”cosa è successo???” E lui rispose, ansimante più o meno così: “papà……..non voleva credere………che avevo sentito un rumore………….sotto al pianale della macchina e che……………girandomi avevo visto un pezzo di qualcosa…………..rotolare dietro………..mi ha poi detto di non dire stupidate ma…50 metri dopo, appena prima della casa cantoniera di Paullo………..abbiamo sentito un forte rumore accompagnato da un altro più forte….la macchina ha fatto una fumata bianca e si è fermata in mezzo alla strada….credo sia morta. Le vacanze di Natale di sicuro le passeremo a casa!”

 

Guglielmo.

 

Il sole e la luna

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“Amandoci ora non avremo rimpianti”

disse il sole alla luna guardando l’orizzonte, ma la luna osservava la sua immagine riflessa nel mare

e distratta perse l’attimo.

La luna rincorse il sole, che a sua volta inseguiva la luna…

ma si persero in tutto quello spazio…e rincorrendosi vissero di rimpianti.

                                                                                             G.m.k.

Appena sotto alla superficie

Number of View: 308

 

dov'è questo luogo?

dov’è questo luogo?

padre -“Figlio mio vedi tutto questo? Un giorno sarà tuo”.

figlio – “Ma veramente papà? Che bello! Colline, montagne, mare, fiumi, animali, spiagge e che bell’aria…”

padre -“Si vero…ma non respirare troppo forte….”

figlio – “Ho voglia di fare una corsa giù dalla collina….”

padre -“Si, fai pure ma attento a non ferirti con i vetri e detriti.”

figlio – “Posso andare sulla spiaggia a fare i castelli?”

padre -“Si…ma non scavare troppo a fondo che ti sporchi con il catrame.”

figlio – “Vado a fare il bagno!”

padre -“Si…ma mettiti la muta con maschera e boccaglio…e stai attento a non bere…e non impigliarti nella plastica.”

figlio – “Guarda un cane!”

padre -“Bello…(insomma)…ma non toccarlo perché è probabilmente l’ultimo.”

G.m.k.

L’immenso del creato

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le mani al cielo

le mani al cielo

Un vento gentile che porti il profumo del mare,

per sfondo un cielo blu, che l’ immensità

lasci intravedere, una veste di lino

e le mani rivolte al Creato.

G.m.k.

capitani antichi

Number of View: 246
mare dopo la tempesta

mare dopo la tempesta

Come capitani di antichi velieri

dalle vele spezzate i

fianchi usurati e la vista più stanca, non più

spavaldi oltre

l’orizzonte volgiamo lo sguardo.

Cavalchiamo ancora il mare

consapevoli del suo portento tra le

nebbie contro il vento in faccia alla tempesta.

Conosciamo la meta, del viaggio facciamo tesoro

accettando all’occorrenza la sofferenza chiamando a

noi la musa per eccellenza : la speranza.

Guglielmo maria Kley

Dolce piccolo inno alla creazione

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Liguria, XXmiglia.

disse, il poeta dalla verde collina, guardando il sole spuntare

all’orizzonte…..”oltre quell’ infinito…esiste altro infinito e al

suo cospetto il mare.

Non sa d’ esser così affascinante e immenso e

bacia ammaliandoli tra i suoni…i fiumi che,

riversano loro stessi fedeli, nel suo abbraccio possente.

Le fronde gentili dei salici, tracciano,

le ignare continue acque.

Pioggie cedute dal cielo

alle pazienti montagne

che consigliate dalle stagioni,

conservano e cedono saggiamente al momento propizio.

I tempi si inseguono trasformandosi,

senza coscienza alcuna, lasciando il passo

al momento che…scorre, ne veloce ne lento ma

solo e inesorabile .

Tutto si svolge,

tutto da sempre si compie.

E’ la natura…

dalle sagge reminiscenze,

occultate dal tempo…

fondamenta della creazione…

Ma tutte le parole, vane restano

per descrivere la magnificenza del nascere

del Sole”.

Guglielmo Maria Kley

Androtrullo

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come un Moai…l’uomo di pietra, il suo sguardo assorto, resta al cospetto dell’immensità
del mare.
Gu